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Enelsin Artigton e la Petra Regia di Annarita Pizzo

Troverete la recensione di questo libro anche su Italians do it Better - Books Edition

Trama: Molti sono i cambiamenti che si stanno verificando nel mondo magico, e non certo positivi: la Petra Regia, fonte di ogni magia e da sempre garante della giustizia e del buon governo, è stata scavalcata dalle leggi umane, che, manipolate ad uso e privilegio di pochi, sono divenute lo strumento principale di una pericolosa lotta per il potere.Dopo la sua morte Lord Robert Wilder lascia ad Adrian, figlio del suo amico più caro Sidonio e Custode della Lumerpa, una pergamena molto antica, ritrovata in un'abazia, che potrebbe costituire l'unica salvezza per chi ha ancora a cuore il destino del mondo; essa contiene, infatti, una misteriosa profezia che riguarda il Prescelto, colui che solo potrà opporsi alle forze malvagie che stanno tramando per ottenere il potere. Allo stesso tempo, però, è necessario che la pergamena non cada nelle mani sbagliate, perchè diverrebbe l'arma strategica con cui il Perfidus potrebbe schiacciare definitivamente gli ultimi suoi oppositori.





Ho affrontato la lettura di questo libro con tantissima curiosità e attesa e sebbene non fossi stata particolarmente affascinata dalla copertina (ma si sa: mai giudicare dalla copertina) mi sono avventurata nel mondo creato dall'autrice piena di fiducia.
Siamo in Inghilterra in una comunità di maghi. La struttura richiama un po' il mondo potteriano della Rowling: abbiamo tutta una serie di strumenti magici, con i loro nomi di fantasia, utili per la vita quotidiana, il paesaggio "british", mezzi di trasporto particolari, un Consiglio di revisori magici, una pietra da cui scaturisce tutta la magia e la lotta perpetua tra il bene e il male. A capo della società vi è il Custode scelto dalla Petra Regia (la pietra di cui vi parlavo prima) in base alla purezza e alla bontà di cuore. Tradizione vuole che il successore del Custode sia sempre il figlio primogenito di quest'ultimo, ma all'ultima nomina qualcosa va storto perchè la Petra Regia indica come nuovo Custode il secondogenito. A questo punto inizia una lotta tremenda tra il primo figlio, defraudato, che vuole a tutti i costi il potere e gli altri maghi presenti alla cerimonia i quali cercano di difendere il nuovo Custode, Adrian. Ma Enelsin, il primogenito, ha il cuore marcio e avido di potere e scaglia contro il fratello un incantesimo mortale, il quale, però colpisce la pietra che si spezza in due e si incardina metà nel cuore di un fratello, metà nel cuore dell'altro. Mentre Adrian è votato al bene e alla salvaguardia dell'umanità, Enelsin sempre più invidioso e incattivito, cerca in tutti i modi di togliere di mezzo il fratello e ottenere pieni poteri. Nel corso del racconto si scopre, poi, una profezia: esiste un prescelto che sarà in grado di portare a termine la lotta tra il bene e il male, di far pendere l'ago della bilancia da un lato piuttosto che dall'altro e sia Adrian, sia Enelsin sono disposti a tutto pur di ritrovarlo per primi.
Innanzitutto voglio fare i complimenti all'autrice, la quale è riuscita a creare un mondo completamente diverso dal nostro, fatto di magia, incantesimi, strani strumenti e piante con proprietà magiche. Il modo in cui tutto è dettagliatamente e minuziosamente descritto e spiegato, le regole di questa comunità, le leggi, le tradizioni permettono di chiudere gli occhi e trovarsi magicamente accanto ai protagonisti del libro. Niente sembra essere lasciato al caso, ogni strumento, ogni incantesimo o pozione ha la sua specifica funzione, le sue caratteristiche, pregi e qualità e l'autrice ci racconta tutto in modo da poter essere facilmente immaginato. Anche il modo di scrivere dell'autrice è impeccabile, lo stile ricercato: un ottimo lavoro da questo punto di vista. 
Ma...c'è sempre un ma....oltre questa bella cornice, questo ottimo lavoro di scrittura e descrizioni non c'è altro: la storia che aveva in mente l'autrice è piatta. Sembra sempre tutto una grande introduzione, pochissima azione, pochi fatti. Manca la trama.
Sul fatto che l'autrice sappia scrivere, e sappia farlo anche davvero molto bene non posso dire nulla, perchè è la pura verità, ma in questa struttura di parole manca il racconto: è una sorta, a mio avviso, di grande bozza, c'è l'idea di fondo ma manca tutto il resto. 
Ho letto i primi capitoli con avidità creando nella mia mente i paesaggi, gli oggetti e i personaggi che venivano descritti e sfogliato le pagine curiosa di sapere come il tutto prendesse il via e arrivasse alla lotta finale, ma questo inizio, questa attività non si è mai presentata e ad un certo punto leggere Enelsin Artigton e la Petra Regia è diventato difficilissimo: le pagine scorrevano sempre più lentamente e la fine sembrava non arrivare mai e via via mi chiedevo come fosse possibile che dalle ottime premesse, che avevo decisamente visto nei primi capitoli, poi non sia scaturito altro. Quando mi sono resa conto che in realtà era tutta cornice la lettura è diventata noiosa e via via perdevo interesse. La delusione, una volta arrivata in fondo, si è fatta sentire particolarmente. 
Peccato, davvero, perchè ho pensato da subito che le fiducia in questo libro fosse stata ben posta e, invece, mi sono sentita un po' tradita. Sono molte le cose che potevano essere approfondite: ad esempio non sappiamo se il mondo di Adrian e Enelsin sia popolato solo da maghi o se ci siano anche i "Babbani", non sappiamo quasi niente del prescelto di cui parla la profezia, il protagonista buono è quasi un personaggio secondario perchè compare poche volte, pochissime, e ha un ruolo marginale e quasi lo stesso si può dire di Enelsin. Molto meglio descritti e articolati gli altri personaggi, quelli che dovrebbero essere di contorno, ma anche loro ad un certo punto sembrano delle marionette senz'anima. 
Mi aspettavo decisamente di più.


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