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L'UOMO DI MARMO di Miriam Ghezzi

Buon pomeriggio a tutti lettori,
finalmente il weekend si avvicina.
Se state leggendo questa recensione è perchè blogger ha fatto il suo dovere e ha pubblicato correttamente il post programmato.
Non mi piace programmare le recensioni e gli articoli che ho in serbo per voi ma visto il sempre più limitato tempo disponibile mi tocca farlo, altrimenti Inside a Book sarebbe un posticino carino e abbandonato. E io non voglio.

Allora, il libro di cui vi parlo oggi è in realtà un racconto lungo che mi è stato proposto dall'autrice un sacco di tempo fa, ma che solo in questi giorni ho avuto modo di leggere.
Si tratta di L'uomo di marmo di Miriam Ghezzi.
Colgo l'occasione per ringraziare l'autrice che me ne ha inviato una copia.





Titolo: L'uomo di marmo
Autore: Miriam Ghezzi
Casa editrice: Salad Book
Pagine: 141
Prezzo: 14,00 €

Trama: È un souvenir davvero strano quello che Vera porta con sé tornando da Firenze: il David di Michelangelo, tutto intero, in carne ed ossa. Appassionata d'arte e dotata di un pungente senso dell'umorismo, Vera coglie la sfida che il destino le ha dichiarato e si prende cura di quest'improbabile ospite che, pur avendone l'aspetto, non è un uomo a tutti gli effetti: il David, infatti, non ha un cuore e ne brama uno per sé, finendo per coinvolgere Vera in un ricerca impossibile. L'unica cosa certa è che quest'uomo di marmo desidera tanto ardentemente un cuore che forse, tra braccia ingessate, gatti diffidenti e fiabe della buonanotte, alla fine riuscirà a conquistarne uno.

QUOTE: «È il colpo del secolo! Meglio del furto di Munch!» «Rubare la Venere di Botticelli non è da meno, vorrei dire.»
«Sì, ma il David è una statua… Ed è pure una leggenda!» Iole esultò con un gemito e aggiunse
«Dov’è?»
«In cucina» mormorai, desiderando quasi che non mi udisse.
«In cucina?» ripeté sbalordita.
Decisi di farla breve.
«David!» chiamai «puoi venire in soggiorno?»
«Sì, ma il David è una statua… Ed è pure una leggenda!» Iole esultò con un gemito e aggiunse
«Dov’è?»
«In cucina» mormorai, desiderando quasi che non mi udisse.
«In cucina?» ripeté sbalordita.
Decisi di farla breve.
«David!» chiamai «puoi venire in soggiorno?»

N.D.R: Ho deciso di riportare una citazione, invece del solito incipit, per questo libro. Non perchè l'incipit non meritasse, anzi, ma perché questo piccolo estratto mi sembrava più significativo nel rappresentare il libro.

RECENSIONE
L'uomo di marmo è un lungo racconto o un romanzo breve, dipende dai punti di vista. E' una storia molto carina, raccontata con un stile pulito, semplice e lineare.
Si sa, avere una laurea in arte, qualunque sia il ramo intrapreso, in Italia non fa mangiare. Allora quale idea migliore se non sfruttare le proprie conoscenze a proprio beneficio e a scapito di tutti gli altri? Vera e la sorella decidono di ereditare il lavoro del padre, trafficante di opere d'arte. Tutto prosegue per il meglio, finché, durante uno dei furti, Vera si trova al cospetto del maestoso David. Per lei è l'occasione giusta: il museo è ormai chiuso da ore ed è deserto. E' il momento perfetto per poterlo ammirare e studiare, è l'occasione giusta per toccarlo e abbracciarlo. Ma.........ma il David decide di lasciare la sua immobilità e iniziare a muoversi e a parlare. Vera non può fare altro che portarselo a casa.
E così mentre tutti cercano di capire come abbiano fatto a rubare una statua di così alto valore e prestigio, Vera e David cercano di capire cosa sia successo, cercano di adattarsi l'uno all'altro fino a scoprire l'umanità che si nasconde dietro la statua.
Questo libro è molto carino, come dicevo prima, e anche se avrei preferito sapere di più sui personaggi e sulla loro vita insieme, devo dire che comunque non ne sono rimasta delusa. Sì è un po' carente dal punto di vista della storia, dei fatti, ma il tutto viene compensato dalla accuratezza con cui l'autrice segue l'evolversi del rapporti tra Vera e David, dall'attenzione che l'autrice pone sui problemi che il mondo artistico italiano è costretto a sopportare e sulle incapacità di gestire un patrimonio che farebbe gola a chiunque nel mondo.
Se avete un po' di tempo da dedicare a L'uomo di marmo vi consiglio di farlo: la Ghezzi ha uno stile molto scorrevole, con una decisa nota ironica, che fa sì che la lettura sia veloce e mai noiosa. Potete leggerlo in un paio d'ore prima di andare a dormire.

Chi di voi lo ha letto o lo leggerà?
Che ne pensate?

Rosy

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